Triora
Il paese delle streghe .. - .. altre foto in sezione "multimedia"
Distanza da Laigueglia: Km. 77
• Dirigersi verso ponente su SP1 (Aurelia)
• Attraversare Marina di Andora
• Prendere Via San Lazzaro
• Alla rotonda, prendere la 1° uscita
• Girare a destra: A10 / E80
• Continuare su: Via Aurelia Bis
• Prendere Via Morene
• Continuare su: Strada Morene
• Alla rotonda, prendere la 1° uscita
Continuare su: Via Morene
• Attraversare Arma di Taggia
• Girare a destra: SP548
• A Molini di Triora, Prendere SP52
• Entrare in Triora
• Arrivo: Triora, centro
Al comune è stata conferita nel 2007 la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, ed è considerato uno dei borghi liguri più belli
STORIA:
Secondo alcuni storici locali il borgo ha molto probabilmente avuto origine nell'epoca romana, dalla tribù dei Liguri Montani, che si sottomisero all'Impero romano dopo lunghe lotte nel territorio. Come altri paesi vicini venne sottoposto alla Marca Aleramica e successivamente a quella facente capo ad Arduino d'Ivrea.
In seguito divenne possedimento, intorno al XII secolo, del conte di Badalucco (politicamente dipendente dai conti di Ventimiglia) ed iniziò a stringere alleanze con i paesi e borghi attigui, specialmente con quelli maggiormente vicini alla politica espansionistica della Repubblica di Genova, e ad acquistare nuove terre tra cui metà castrum di Castelvittorio. La stretta vicinanza politica con Genova fece sì che in un atto del 4 marzo 1261, rogato poi l'8 novembre del 1267, si sancisse il passaggio di Triora come nuovo feudo della repubblica genovese. Il passaggio di proprietà giovò molto al paese e al borgo - soprattutto per le numerose concessioni offerte da Genova, tra cui la libera pena capitale - tanto da diventarne comune capofila della nuova podesteria comprendente i borghi - ora comuni a tutti gli effetti - di Molini di Triora, Montalto Ligure, Badalucco, Castelvittorio, Ceriana e Baiardo.
La creazione di nuove cinte murarie e l'erezione di cinque fortezze difensive creò una sorta di nucleo fortificato, quasi inespugnabile, che mise a dura prova le truppe dell'imperatore Carlo IV nella tentata conquista del borgo. Persino la Repubblica ebbe notevoli problemi nella sua gestione, leggermente inasprita per le continue tasse imposte agli abitanti, tanto da far imprigionare il capo delle milizie e distruggere parte della fortezza. Nonostante i dissapori creatisi la popolazione rispose positivamente alle chiamate di guerra, specie nella famosa Battaglia della Meloria del 1284, dove Triora e la sua podesteria inviarono nella battaglia marinara contro Pisa circa duecentocinquanta balestrieri a sostegno di Genova.
Nel 1625 l'esercito piemontese, guidato da Casa Savoia, cercò invano la conquista del borgo, che strenuamente difese le proprie terre, a differenza di altri paesi vicini che - dati alle fiamme - si arresero ai sabaudi. Ulteriori scontri si ebbero nel 1671 con il comune di Briga per futili motivi legati al territorio da pascolo.
In seguito alla caduta della Repubblica di Genova nel 1797 e all'istituzione della Repubblica Ligure di Napoleone Bonaparte, Triora divenne capoluogo cantonale della Giurisdizione degli Ulivi e dal 1805 parte integrante del Dipartimento delle Alpi Marittime francese.
Il Congresso di Vienna
del 1814 stabilì il ritorno di Triora nei territori del Regno di
Sardegna, così come gli altri comuni liguri della precedente repubblica
democratica ligure napoleonica, e il definitivo passaggio nel neo-costituito
Regno d'Italia.
Nel corso del XX secolo la storia di Triora subì, secondo alcuni
per le continue liti tra amministratori, notevoli contrasti governativi
specie riguardo il territorio comunale, anche in seguito alla costituzione
del comune di Molini di Triora nel 1903.
La seconda guerra mondiale contribuì drasticamente alla decadenza del comune, dove la furia nazista si accanì furiosamente il 2 e 3 luglio del 1944. Il borgo venne dato alle fiamme e furono rasi al suolo interi quartieri, causandone il repentino spopolamento.
Durante tutto il periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, nella frazione di Creppo Francesco Moraldo tenne nascosti a casa sua e protesse dalla deportazione due bambini orfani ebrei francesi. Moraldo era stato maggiordomo in Francia dell'avvocato ebreo Angelo Donati il quale aveva presi i bambini sotto la sua protezione nel luglio del 1942 quando i loro genitori erano stati deportati. Quando Donati dovette rifugiarsi in Svizzera dopo l'8 settembre 1943, Moraldo portò i due bambini con sé al suo paese natale. L'intera popolazione della frazione, messa al corrente della situazione, collaborò attivamente alla loro salvezza, nonostante il pericolo dato dai combattimenti e dai frequenti rastrellamenti nella zona. Per questo impegno di solidarietà, l'11 febbraio 1999, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a Francesco Moraldo l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.
Finita la guerra si ridisegnarono i confini comunali nel 1947 e si stabilì l'assorbimento della frazioni brigasche di Realdo e Verdeggia, che scatenò vivaci contese comunali.
LE STREGHE:
Dopo un periodo di pace dal XV al XVI secolo, dove si costruirono chiese e altre opere d'arte, la storia locale di Triora testimonia dei famosi processi di stregoneria compiuti dal 1587 al 1589.
Alcune femmine locali vennero accusate di essere le artefici delle continue pestilenze, piogge acide, uccisione di bestiame e addirittura di cannibalismo verso bambini in fasce.
I documenti dei processi ed i verbali di interrogatorio sono attualmente conservati presso l'Archivio di Stato di Genova. Le condanne per presunte stregonerie causarono la morte al rogo di diverse fanciulle ed addirittura anche di un ragazzo.
Ancora oggi il paese è noto per i suoi processi che scatenarono successivamente uguali reazioni anche in altri borghi liguri e italiani.
DA VEDERE:
•
Chiesa di San Bernardino. Risalente al XV secolo presenta una facciata preceduta
da un rustico porticato a tre arcate con colonne e capitelli. Al suo interno
sono presenti affreschi attribuiti al pittore Giovanni Canavesio, ma secondo
recenti studi le opere sembrerebbero risalenti ad un ignoto pittore toscano
del Rinascimento.
•
Chiesa di Sant'Antonio abate.
• Chiesa di San Dalmazzo. L'edificio,
già menzionato nel 1261, sarebbe stata eretta dai monaci benedettini
presenti nella loro opera di evangelizzazione nella Valle Argentina. Al
suo interno è custodito un pregiato dipinto raffigurante San Pietro
Nolasco durante la celebrazione della Messa.
• Chiesa della Madonna delle Grazie del
XII secolo.
• Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.
Eretta nel XIV secolo fu successivamente riedificata in seguito dalla famiglia
Capponi. Un'antica iscrizione, in caratteri gotici, scolpita sull'architrave
dell'ingresso principale testimonia proprio l'evento di riedificazione nel
1390. Attualmente si presenta in stato di rovina.
• Chiesa di Sant'Agostino del 1614.
• Collegiata dell'Assunta. Secondo la
tradizione locale l'edificio sorge su un precedente tempio pagano, anche
se le prime vere testimonianze risalgono in un disegno del XVIII secolo
conservato nella parrocchia. La raffigurazione lo rappresenta in stile romanico
- gotico a tre navate, che successivamente tra il 1770 e il 1775 verrà
sostituito con un'unica navata. Nel 1837 la facciata subì un notevole
restauro convertendo il precedente stile in quello neoclassico, ricoprendola
con lastroni di pietra nera locale. Dell'antico prospetto resta un pregevole
portale con arco ad ogiva, composto da blocchi di ardesia alternati ad altri
di marmo bianco. Al suo interno è conservata un quadro a fondo oro,
custodita nel battistero, del pittore Taddeo di Bartolo raffigurante Gesù
Cristo e San Giovanni Battista nel rito del Battesimo sulle rive del Giordano.
Secondo studi più approfonditi il dipinto sembrerebbe risalente al
1397, divenendo uno dei più antichi quadri della Riviera di Ponente
nel suo genere.
• Oratorio di San Giovanni Battista,
risalente al 1632. All'interno sono presenti, oltre l'ancona del 1682, una
statua lignea del 1725 ritraente il santo di Anton Maria Maragliano.
• Castello di Triora
EVENTI:
•
Festa della Madonna del Rimedio, il 17 aprile.
• Festa del Monte, la seconda domenica
di Pasqua.
• Festa di San Zane, il 24 giugno.
• Festa della Madonna di Misericordia,
la prima domenica di luglio.
• Festa Patronale dell'Assunta, il 15
agosto.
• Festa Patronale di Cetta il 12 settembre.
• Festa Patronale della Natività
della Vergine Maria a Creppo, l'8 settembre.
• Festa Patronale di Loreto, la prima
domenica di settembre.
• Festa Patronale della Madonna del Carmine
a Verdeggia, la terza domenica di luglio.
• Festa Patronale della Madonna del Rosario
a Realdo, la prima domenica di ottobre.
• Fiera tradizionale, il primo mercoledì
di giugno.
• Festa di San Tusco, il primo giovedì
di luglio.
• Fiera dei morti, il 3 novembre.